Ultimamente, tra me e me, invocavo un cambiamento nella mia vita. In occasione del mio 25esimo compleanno, mi stavo dando anima e corpo a progetti probabilmente più grandi di me.
Ora mi trovo qui, dieci giorni dopo, con due persone in meno, una persona in più, e una vacanza alle spalle.
Sono stato considerato insensibile, mi sono considerato egoista, per essere partito, nonostante quello che è successo. Ma dentro ho la convinzione di avere fatto la cosa giusta.
Voglio ricordarti per come eri anni fa. Voglio ricordarti quando inseguivi me e Chiara, che non ci facevamo trovare per i bagni di Riccione, quando era tempo di tornare a Bologna. Voglio ricordare di quando mi portavi a giocare a tennis, e il massimo che potevo fare era raccattarti le palline mentre giocavi col tuo amico. Ma non mi interessava. Voglio ricordarmi della festa per il tuo 80esimo compleanno, delle Zirudèle che componevi, di quando mi portavi all’asilo col BX. Voglio ricordarti così, nonno Lele.
Voglio ricordarti, per quanto posso, di quando andavamo a Cereglio. Della sedia a dondolo. Dei giri in Ape. E voglio scordare tante altre cose, brutte, che ci hanno diviso negli ultimi anni. A partire dalla tua malattia, per finire col tuo essere particolarmente “brusco”. E non proprio con tutte le rotelle a posto. Ciao, nonno Tommaso.
Avrei voluti ricordarli così. Avrei voluto peccare del mio egoismo. Potevo sentirmi male, dopo, ma avrei avuto questi ricordi, non il ricordo di due fantasmi, sotto ossigeno e sondino per alimentazione.
E invece, per merito/colpa di quella persona in più, ora mi sento probabilmente peggio. Sono andato a trovarli, ammesso che abbiano capito che ero li. Ho capito che alla fine, era una cosa che dovevo fare. Se non per me, per loro, o per il resto della famiglia.
E ci voleva una sconosciuta per bastonarmi, per parlarne, per convincermi ad andarli a trovare?
E’ questo che non mi perdono.
E’ questa persona che si è aggiunta, e che mi sta scombinando le cose, dentro e fuori. Tra alti e bassi, tra comprensioni e incomprensioni, tra tira e molla… L’unica cosa che capisco, è che per ora sembra farle piacere starmi vicino. E per ora, mi basta. …Tempo al tempo.
La vacanza, manco a dirlo, è stato un vero delirio.
Ancora qualche giorno, prima di tornare alla routine.
Ma mi sembrano passati secoli, dall’ultimo tre agosto.
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