Aug 21

Ultimamente, tra me e me, invocavo un cambiamento nella mia vita. In occasione del mio 25esimo compleanno, mi stavo dando anima e corpo a progetti probabilmente più grandi di me.

Ora mi trovo qui, dieci giorni dopo, con due persone in meno, una persona in più, e una vacanza alle spalle.

Sono stato considerato insensibile, mi sono considerato egoista, per essere partito, nonostante quello che è successo. Ma dentro ho la convinzione di avere fatto la cosa giusta.

Voglio ricordarti per come eri anni fa. Voglio ricordarti quando inseguivi me e Chiara, che non ci facevamo trovare per i bagni di Riccione, quando era tempo di tornare a Bologna. Voglio ricordare di quando mi portavi a giocare a tennis, e il massimo che potevo fare era raccattarti le palline mentre giocavi col tuo amico. Ma non mi interessava. Voglio ricordarmi della festa per il tuo 80esimo compleanno, delle Zirudèle che componevi, di quando mi portavi all’asilo col BX. Voglio ricordarti così, nonno Lele.

Voglio ricordarti, per quanto posso, di quando andavamo a Cereglio. Della sedia a dondolo. Dei giri in Ape. E voglio scordare tante altre cose, brutte, che ci hanno diviso negli ultimi anni. A partire dalla tua malattia, per finire col tuo essere particolarmente “brusco”. E non proprio con tutte le rotelle a posto. Ciao, nonno Tommaso.

Avrei voluti ricordarli così. Avrei voluto peccare del mio egoismo. Potevo sentirmi male, dopo, ma avrei avuto questi ricordi, non il ricordo di due fantasmi, sotto ossigeno e sondino per alimentazione.

E invece, per merito/colpa di quella persona in più, ora mi sento probabilmente peggio. Sono andato a trovarli, ammesso che abbiano capito che ero li. Ho capito che alla fine, era una cosa che dovevo fare. Se non per me, per loro, o per il resto della famiglia.
E ci voleva una sconosciuta per bastonarmi, per parlarne, per convincermi ad andarli a trovare?
E’ questo che non mi perdono.

E’ questa persona che si è aggiunta, e che mi sta scombinando le cose, dentro e fuori. Tra alti e bassi, tra comprensioni e incomprensioni, tra tira e molla… L’unica cosa che capisco, è che per ora sembra farle piacere starmi vicino. E per ora, mi basta. …Tempo al tempo.

La vacanza, manco a dirlo, è stato un vero delirio.

Ancora qualche giorno, prima di tornare alla routine.

Ma mi sembrano passati secoli, dall’ultimo tre agosto.

Aug 04

Sono seduto stretto stretto tra due energumeni, talmente stretto che li sento respirare nonostante il fragore.
La piccola cabina ondeggia, scricchiola e trema.
Per ingannare la tensione chiacchiero con la ragazza inglese seduta di fianco a me, scoprendo che sembra scoppiata e che si chiama Minerva. Quando capisce che è il mio complanno, intona “Happy Birthday” facendo cantare tutti.
Scambio un cinque con Trevo, che è due posti davanti a me. In quel momento, l’omone dietro di me decide di prendermi in braccio e strapazzarmi un pochino.
Il portellone si apre, l’aria gelida schizza ovunque facendomi rabbrividire. Le persone si fanno avanti, in fila, una a una, uscendo.

Tocca a me. L’omone mi spinge, inesorabilmente.
Oramai non posso fare altro che affrontare l’aria, che mi turbina addosso, la luce, quasi accecante, del pomeriggio, e la vista.

LA VISTA.

Davanti a me… l’orizzonte.

Sotto di me, mille mila quadratini multicolore, tutti per lo più tendenti al verde/marroncino.

No, non sono su una banchina della metropolitana all’aperto.

Sono quattromilaquattrocento metri sopra la Pianura Padana.

Le mie gambe penzolano già fuori dall’areoplanino, le mia braccia sono ancorate alla imbragatura come il mio pilota mi ha ripetuto mille volte.

La situazione si fa tesa, almeno, i miei nervi mi trasmettono ciò. Devo stare tranquillo. Vedrai, due respiri profondi e passa tutt…

Uno e mezzo. Uno e mezzo. Un respiro e mezzo e sento la spinta, vedo l’orizzonte inclinarsi, sento il cuore balzarmi in gola, lo stomaco cercare di scappare e le gambe rimanere sull’aereo.

L’unica cosa che riesco a controllare sono gli occhi. Quelli rimangono accesi per bene, a palla, credo a metà frà il terrore, l’incredulità e l’estasi del volo.

Vedo l’orizzonte tornare al suo posto. Mi ricordo il lavaggio del cervello che mi han fatto a terra, ed eseguo: gambe unite all’indietro, braccia in posizione di volo stabile.

Volo. E urlo. Urlo a più non posso. Mi godo il momento, incurante dell’altro paracadutista a un metro da me, che mi sta filmando, e che tenta gesticolando di farmi interagire con lui :)

60 secondi di caduta libera, 3000 metri di crollo verticale. Una esperienza incredibile, quasi impossibile da raccontare.

Poi, con un ruggito e uno strattone, il paracadute si apre. Siamo a 1500, quota di sicurezza. L’aria è già più calda, ma la vista è sempre quella. Senza punti di riferimento, è dura capire dove si è. Le gambe tremano un po’, per l’adrenalina in circolo.
Due chiacchiere, una occhiata alle altre 4-5 vele che scendono verso terra quasi in formazione, due strattoni ai cavi di comando, che portano più che a curvare a sentirsi centrifugati da una lavatrice, e un atterraggio morbidissimo sull’erba verde del campo di lancio, da cui circa 20 minuti prima l’areoplanino partiva rombando.

Una occhiata al cielo azzurro.

…non è finita qui, lo sai vero? ;-)

Cazzarola ragazzi, che regalo :)))))

Jul 27

Di rientro da una bella serata, piccole cose mi portano a piccoli pensieri, che a forza di rimuginarci sopra, diventano grandi seghe mentali.

Quand’ecco che TAC, girando la chiave, una bella spietta inizia a lampeggiare sul cruscotto. La macchina trema, avanza a fatica, insomma va a tre cilindri invece che quattro.

Realizzo che la mia vita, come la mia macchina, va a tre cilindri. Tre fanno il loro dovere, per carità nulla di che, ma dignitosamente avanzano, macinano strada su strada, giorno dopo giorno, chilometri su chilometri.

Uno, per quanto mi sbatta, per quanto ci stia dietro (anche se lo ammetto, ultimamente pochino; ho perso un po’ di spinta), continua a farsi trascinare, spento e triste: e non c’è nulla, almeno a quanto sembra, che possa farlo funzionare a dovere, fargli accendere quella dannata scintilla, farlo contribuire a rendere il viaggio meno traballante, meno faticoso per il resto del motore, meno a rischio guasti seri.

E quel singolo dannato pistone, per quanto sia uno contro tre, riesce a creare casino per quattro. Non puoi fare finta che nn ci sia, non puoi staccarlo dal resto, smontarlo per evitare che comprometta tutto. Rimane li e si fa trascinare, a peso morto.

O trovo un bravo meccanico, o cambio.

La macchina, perche la vita è pressoche impossibile…

Jul 21

Tante cose, tanti progetti, tanta voglia di ferie, che però quest’anno farò: dieci giorni sul Mar Nero, già (quasi) prenotati.

Tante cose mi tengono sveglio la sera, a rigirarmi nel letto, a pensare ai se ma oppure, ai pro e ai contro delle cose che mi si parano davanti: alcune più giochereccie, che penso bene o male di aver accantonato in virtù di altre più seriose, anche se per queste non dipendo totalmente dalla mia voglia di fare, dalla mia impulsività; il che… forse… è un bene, essendo appunto cose serie :)

Un piede in mille scarpe, e l’altro scoperto :P

Il tutto mentre dovrei appunto dormire, considerando che probabilmente non ho ancora recuperato dalla stanchezza dell’Heineken e che in mezzo ci sono stati un altro paio di weekend al mare, tra cui uno in tenda memorabile, se non altro perche mi ricordo ancora i rudimenti del campeggio inculcati dai miei in anni e anni di vacanze…

Intanto il 10 parto, faccio un bel reset e ritorno carico per affrontare l’autunno :)

ps: devo trovare un sinonimo di altro. Purtroppo la mia amica laureata in Italiano è partita per le Canarie oggi e non mi va di aprire un dizionario.

Jul 02

La stretta all’uso delle intercettazioni potrebbe essere imposta con un decreto. Questa l’ipotesi avanzata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la sua visita a Napoli: “Probabilmente ci sono i termini di necessità e urgenza - ha detto - per procedere con urgenza al decreto legge”.
(da Repubblica.it)

Certo che è una cosa urgente…. Sono appena uscite delle intercettazioni sull’inchiesta Saccà!

Italiani….. WAKE UP!!!

Jun 23

1) I Linkin Park dal vivo sono MASTODONTICI.
2) Ho visto un concerto di Vasco.
3) Le ginocchia possono abbronzarsi. E se non ci si sta attento, bruciarsi.
4) I Linkin Park dal vivo sono APOCALITTICI.
5) Il concerto di Vasco mi è piaciuto.
6) Mestre = laguna = zanzare. POCHE.
7) I Linkin Park dal vivo sono ENORMI.
8) A “Un senso” a momenti piangevo.
9) Campeggiare di fianco a un aereoporto implica svegliarsi alle 6 del mattino.
10) I Linkin Park dal vivo sono SPETTACOLARI.

Jun 18

Alcune ombre non possono coprire la luce che oggi sento dentro.

Ho voglia di fare mille cose, di dare una improvvisa svolta alla mia vita, di fare qualcosa di nuovo, inaspettato ma contemporaneamente… “grosso”.
Mi sento attivo al mille per cento.
C’è abbastanza da fare al lavoro, la cosa mi stimola in mille modi diversi.
Risento ancora del concerto dei Rage e mi preparo ai tre giorni dell’Heineken. E la cosa mi carica un mucchio.

Mi sento in grado di affrontare tutto (..non esageriamo, facciamo il 90% delle cose che potrebbero succedere :).
E mai come oggi, in dovere.

Dev’essere il sole :D

Jun 16

Sottotitolo: un’ora e mezzo di delirio.

Ore 22.05, minuto più minuto meno. La musica sfuma per l’ennesima volta, il pubblico comincia a urlare, non troppo convinto, considerando che dovevano farsi vedere mezz’ora prima.

Qualcosa di diverso stavolta succede, però. Invece del solito pezzo hip-hop, parte una sirena (tipo quelle anti-aeree). Parte piano, cresce, cresce e ancora cresce, fino a diventare assordante.
Le luci del palco rivelano quattro persone, in tuta arancione e cappuccio nero (i vestiti dei prigionieri di Guantanamo).
Gli vengono consegnati chitarra, basso e microfono. Uno si siede alla batteria.
Giro di basso, hey yo, it’s just another BOMBTRACK!

Lo stadio esplode. Tutto il parterre salta, si spinge, vola a destra e sinistra, urla. Io rimango shockato.
Il palco emana energia pura. Tutta la Potenza che ho sentito in CD, dal vivo è ancora più disarmante.
Per il primo quarto d’ora penso di più a sopravvivere che al concerto. Vengo sbattuto a destra e a manca da una vera marea di persone.
Avevo sentito parlare di pogo, ma non mi ero mai trovato in mezzo a una situazione del genere. E dire che non sono vicinissimo al palco, sono stato apposta fuori dalle transenne per evitare il casino. Quasi rimpiango di non essermente stato tranquillo in curva, e di essermi infilato di straforo nel prato.
Dopo la terza canzone arretro un po’, tento di guadagnare una posizione un attimo più tranquilla. Di fianco alla torre delle telecamere penso di aver trovato un po’ di pace. Mi ci vuole un po’ di tempo per ambientarmi.
Vedo qualcuno sollevato da terra fare crowd surfing e mi torna il buonumore.
Giusto in tempo per la mia canzone preferita.

“Know your enemy” diventa qualcosa di devastante. Sono entrato in fase, ora chi mi salta addosso non lo fa per farmi del male, o chissà chè, ma semplicemente perchè è così che va fatto. Ora lo capisco. E mi lancio. Salto e sbatto di quà e di là come una pallina da ping pong urlante. :D

Il concerto vola, tra alti e bassi: i quattro di Los Angeles là sul palco sono perfetti, sbagliano poco, ma alla fine dei conti io li conosco solo da due annetti, quando al CaDe chiesi al DJ di chi era quella canzone stupenda (e si parlava di “Killing in the name”). Qualcosa canto, perennemente salto, perennemente urlo.

Ovazioni per Tom Morello, che con la chitarra fa dei numeri veramente impressionanti. Smanetta di brutto con le distorsioni, suona alternando impugnatura da sopra a sotto il manico (a quanto pare si dice “fare tapping”), ma il bello arriva quando il mio orecchio riconosce suoni da scratching, da dj. Zack urla “check out my dj ya”, e io non capisco. Poi CAPISCO: è il nostro amico Tom che suona la chitarra con un jack audio. E non ci voglio credere. Io sono un profano della chitarra, e si vede, ma le evoluzioni e i suoni incredibili o meno che certe persone riescono a estrarre da questi strumenti sono… beh, semplicemente incredibili.

Tornando al concerto… Beh fanno tutti i pezzi che devono, a parte Bombtrack e Know your enemy già citate arrivano in rapida successione Bulls on parade, Testify, Born of a broken man, Sleep now in the fire, Bullet in the head, Renegades of funk, Down rodeo, Take the power back, Freedom… Menzione specialissima per Guerrilla radio che è semplicemente mostruosa, per Wake up, in cui Zack include un bel discorsetto sull’amministrazione Bush, sulla loro reunion e sulla situazione italiana, e per Killing in the name che, beh, è KILLING IN THE NAME, cazzo!!!

Questo è un concerto di quelli che rimarranno nella storia.
Per chi se lo fosse perso, qualche video fatto da me qui.

Jun 12

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Ebbene si, in realtà sono Indiana Jones in incognito.

Jun 06

..è ufficiale!

29/09: Coldplay Live @ PalaMalaguti, BO +